Un minuto da detenuto e già mi sentivo soffocare

Mi sentivo il respiro affannato ed ero nella piazza principale della mia città. A Vasto, davanti al palazzo che fu dei marchesi D'Avalos, con ingresso sulla piazza e vista opposta sul panorama del golfo, guardavo una stanzetta di poco più di 6 metri quadri e sentivo l'aria mancare. Una specie di leggera claustrofobia di cui mai ho sofferto. Mi ero affacciato nella riproduzione a grandezza naturale di una cella carceraria. Dentro, ad "arredare" 3 metri per 2 e mezzo, tre letti a castello, un gabinetto con solo una tendina a fingere una separazione ed un po' di privacy, un lavabo e pochi oggetti essenziali.
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