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Chernobyl corre sui binari

Il nucleare sicuro è ancora un miraggio e lo dimostra il numero degli incidenti che in tutto il mondo si verificano ogni anno. Di tutti quello accaduto a Chernobyl è il più eclatante, tra le peggiori (forse la più devastante) tra le catastrofi ambientali europee e mondiali. Ma se Chernobyl cammina sui binari, allora i rischi aumentano. Oggi stiamo correndo quei rischi, in un colpevole silenzio generale!
Tra domani e dopodomani, infatti, un treno di undici vagoni-container di scorie nucleari attraverserà da Ovest ad Est tutta la Francia e poi parte della Germania, con il suo potenziale radioattivo stimato a più del doppio della radioattività emessa nel disastro di Chernobyl.
Con il suo carico radioattivo da 3917.4 peta becquerels (Pbq), quello che partirà domani da Valognes per raggiungere il Basso Reno, è un trasporto che non si era mai visto in Europa e che non ha paragoni in termini di potenzialità, se non, appunto, con il disastro di Chernobyl che emise una radioattività di 1900 Pbq.

La rete antinuclearista Sortir du nuclear e Greenpeace, hanno organizzato una serie di azioni contro questo pericolosissmo trasporto, da mettere in atto in varie tappe del percorso.

Nonostante i rischi enormi di un trasporto del genere, sia intrinseci (incidente, errore umano) che esterni (ad esempio un attentato), il treno viaggerà per tutto il suo lungo percorso senza una vera e propria assicurazione, visto che la responsabilità finanziaria di Areva, la multinazionale francese dell'energia nucleare ammonta alla cifra di poco meno di 23 milioni di euro. Un'inezia se si pensa alle proporzioni di un eventuale catastrofe che può verificarsi da un incedente a quel convoglio, che coinvolgerebbe un'area vastissima di territorio le cui conseguenze sarebbero pagate da questa generazione umana e molte successive.

Ecco, quando si parla di presunti bassi costi del nucleare e della sua sicurezza, tra le tante omissioni ci sono anche questi casi.

2 commenti:

  1. Che di ci mai! Sei il solito disfattista come Greenpeace e tutti gli ecologisti del cazzo.

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